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Abitare - Segnalazione Certificata Inizio Attività (S.C.I.A) PDF Stampa E-mail

Segnalazione Certificata Inizio Attività (S.C.I.A.)

Cos'è:
Si tratta della segnalazione all'Amministrazione comunale di contestuale inizio di lavori edilizi introdotta
dalla legge 122/2010.
Può essere utilizzata per interventi di recupero edilizio e per i medesimi interventi non è più possibile chiedere, in alternativa, il permesso di costruire.
Nel termine di 30 giorni dalla presentazione l’Amministrazione comunale può adottare motivato provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività in caso di accertata carenza dei requisiti e presupposti della predetta segnalazione o contrasto con la normativa urbanistica vigente.
Secondo quanto previsto dall’ art. 5 comma 2 della L. 12 luglio 2011 n. 106 recante la conversione con modificazioni del D.L. 70/2011 (cosiddetto “Decreto Sviluppo”) in rapporto alla legislazione regionale vigente (L.R. 16/2008) ed in attesa dell’assunzione di apposite norme regionali di adeguamento, si riportano di seguito i principali interventi edilizi già soggetti a Denuncia di Inizio Attività ora sottoposti al regime della SCIA:

Manutenzione straordinaria art. 7 L.R. 16/2008
comma 2.
a) le opere necessarie per conservare la stabilità della costruzione mediante il rinnovamento o la sostituzione di alcuni degli elementi strutturali dell’edificio;
b) le sistemazioni di spazi aperti anche mediante modifiche alle quote del terreno preesistente e la realizzazione di muri di contenimento di natura pertinenziale o la demolizione di manufatti e costruzioni;
c) il rifacimento totale dei manti di copertura, con modifica del tipo di materiale esistente, compresa la struttura del tetto;
f) gli interventi volti al superamento delle barriere architettoniche e al risparmio energetico quando richiedano la creazione di locali tecnici esterni di cui all’articolo 81 o di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio o la realizzazione delle opere di cui all’articolo 67, comma 5;
g) l’installazione di recinzioni con opere murarie fino a 50 cm.;
3. Per gli edifici adibiti ad attività industriali e artigianali sono considerati di manutenzione straordinaria i seguenti interventi:
a) l’installazione di impianti tecnologici e la realizzazione di impianti e opere necessari al rispetto della normativa sulla tutela dagli inquinamenti e sulla igienicità degli edifici e la sicurezza delle lavorazioni, sempre che non comportino aumento delle superfici agibili di calpestio, né mutamento delle destinazioni d’uso. I relativi locali tecnici potranno essere realizzati, se necessario, all’esterno dell’edificio, purché non configurino incremento della superficie agibile destinata all’attività produttiva;
b) tutte le opere di natura statica, igienica, tecnologica e funzionale necessarie per conservare e integrare l’efficienza degli impianti produttivi esistenti e la salubrità delle costruzioni che li ospitano, sempre che non comportino l’incremento della superficie lorda di pavimento;
c) la realizzazione di basamenti, incasellature di sostegno e apparecchiature all’aperto per la modifica e il miglioramento di impianti esistenti.

Restauro Art. 8 L.R. 16/2008
Comma 4.
a) il recupero degli elementi storici, architettonici o artistici o il ripristino delle parti alterate dei
fronti esterni ed interni e degli ambienti interni;
b) la ricostruzione filologica di parti dell’edificio eventualmente crollate o demolite;
c) la conservazione o il ripristino dell’impianto distributivo - organizzativo originale;
d) la conservazione, il ripristino o il miglioramento degli spazi liberi di pertinenza dell’edificio
quali, tra gli altri, le corti, i larghi, i piazzali, gli orti, i giardini, i chiostri, i porticati;
e) il consolidamento, con eventuale sostituzione delle parti non recuperabili, dei seguenti elementi strutturali:- murature portanti sia interne che esterne; solai e volte; scale;
- tetto con eventuale ripristino della copertura originale;
f) la eliminazione delle superfetazioni costituenti parti incongrue dell’impianto originario;
g) l’inserimento degli impianti tecnologici e igienico - sanitari nonché per l’efficienza energetica dell’edificio nel rispetto dei caratteri storici, culturali o architettonici.
Comma 5.
Nel caso di immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente il restauro può comprendere interventi di miglioramento strutturale ai sensi della normativa di settore.

Risanamento Conservativo Art. 9 L.R. 16/2008
Comma 2.
il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio, sempreché vengano rispettati l’impianto strutturale, tipologico ed architettonico; sono altresì da ricomprendere nel risanamento conservativo gli interventi volti a realizzare nuovi servizi igienico - sanitari nonché locali per impianti tecnologici e per l’efficienza energetica dell’edificio, anche mediante modeste modifiche della conformazione delle coperture. Tali impianti devono essere realizzati all’interno dell’edificio ogni volta che ciò risulti tecnicamente possibile. In caso di documentata impossibilità è consentito realizzarli all’esterno a condizione che vengano adottati tutti gli accorgimenti necessari per inserirli nel contesto dell’edificio.
Comma 3. Nel caso di immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla disciplina vigente il risanamento conservativo può comprendere interventi di miglioramento strutturale ai sensi della normativa di settore.

Ristrutturazione edilizia art. 10 L.R. 16/2008
Comma 2.
c) i mutamenti di destinazione d’uso connessi all’esecuzione di opere edilizie che non comportino modifiche del volume, della sagoma dei prospetti o delle superfici escluse le zone A;
e) la demolizione e successiva ricostruzione di un fabbricato esistente, intendendosi per tale la ricostruzione sullo stesso sedime, che rispetti la sagoma e i volumi originari e non comporti
modifiche esterne all’edificio;

Cambio di destinazione d’uso senza opere art. 13 L.R. 16/2008
Per destinazione d’uso in atto si intende quella risultante dal pertinente titolo abilitativo ovvero, in mancanza di esso, da diverso provvedimento amministrativo rilasciato ai sensi di legge ovvero, in difetto o in caso di indeterminatezza di tali atti, quella in essere alla data di approvazione dello strumento urbanistico generale vigente o, in subordine, quella attribuita in sede di primo accatastamento, quella risultante da altri documenti probanti ovvero quella desumibile dalle caratteristiche strutturali e tipologiche dell’immobile esistente.

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